Globalizzazione
Sud del Pianeta
Un modello
di cooperazione
studiato a Trieste
Sunday 15 July 2001


di Franco Bradamante*
E' dal 1964, anno di fondazione del Centro Internazionale di Fisica Teorica "Abdus Salam", che Trieste propone al mondo un modello di cooperazione internazionale assolutamente unico, perseguendo l'obiettivo di estendere i vantaggi dello sviluppo e delle conoscenze scientifiche e tecnologiche anche ai paesi del terzo mondo. La strategia seguita per raggiungere questo obiettivo considera la diffusione delle conoscenze scientifiche e tecnologiche un presupposto indispensabile all'emancipazione sociale ed economica di questi Paesi. L'idea è quella di porre le premesse affinché, tra il mondo dello sviluppo e quello del sottosviluppo, si possa instaurare una collaborazione paritaria, dove ogni parte abbia la medesima opportunità di dare e di prendere secondo le proprie capacità e necessità.
Durante questi trentasei anni sono arrivati a Trieste, solo all'Ictp, più di 70.000 giovani tra scienziati e ricercatori del Terzo Mondo e sono stati aperti canali di collaborazioni con Accademie e Università di più di 100 Paesi in via di sviluppo. Canali unici al mondo, ben noti a livello internazionale.
Oggi, alla luce delle nuove tendenze emerse sulla ribalta mondiale tra globalizzazione e anti-globalizzazione, si può affermare che la strada allora scelta sia stata quella giusta. La globalizzazione di cui si parla, e per la quale si muovono i grandi della terra ed il "popolo di Seattle", e sulla quale sono stati versati fiumi di inchiostro, e' una globalizzazione del sistema economico. La strada scelta dal Sistema Scientifico di Trieste, tracciata dal premio Nobel Pachistano Abdus Salam, porta alla promozione della cultura scientifica e tecnica dei Paesi in via di sviluppo senza passare per la logica del profitto né la realtà dello sfruttamento, operazioni possibili solamente nell'ambito di una istituzione internazionale.

La scienza e la tecnologia sviluppate dalla nostra civilta' occidentale in due-tre millenni, e soprattutto negli ultimi tre secoli, costituiscono la nostra massima ricchezza. Rendere partecipi di tale ricchezza tutti i popoli del mondo e' chiaramente un progetto grandioso, che richiedera' tempi lunghissimi, ma non deve per questo essere accantonato come una irrealizzabile utopia. Il consuntivo di 36 anni di attivita' del Centro di Fisica Teorica e' estremamnte lusinghiero, anche se purtroppo affatto sconosciuto anche alla maggior parte delle persone che risiedono in regione: non e' azzardato affermare che oggi il nome di Trieste nel mondo e' noto grazie al flusso ininterrotto di scienziati, tecnici, insegnanti e studenti che vi sono transitati e ne hanno parlato una volta ritornati a casa loro. Il passare brevi periodi a Trieste, a stretto contatto con le persone che lavorano sui progetti avanzati del mondo occidentale, e poi ritornare a casa propria, trasmettendo ai propri connazionali le nozioni acquisite, e' la carta vincente del Centro.

In questo contesto e' quanto mai opportuno ricordare una recente iniziativa degli scienziati dell'ICTP, che hanno lanciato un nuovo progetto che permette di navigare in Internet tramite l'e-mail, in altre parole quasi gratuitamente e usando le tecnologie disponibili sul posto. Basta digitare: www4mail, ed è possibile entrare nel mondo della scienza da qualsiasi parte del Pianeta. Il programma offre anche di più, facilita gli scienziati del Terzo Mondo a comunicare tra loro nella propria lingua. Oggi l'80% dei siti Web sono in inglese, lingua conosciuta nel mondo solo da una persona su dieci. L'importanza di questo progetto può essere capita a pieno pensando ad uno scienziato che, ad esempio in Bangladesh o in Madagascar, non ha accesso a Internet, o se lo ha deve quotidianamente affrontare il dilemma se pagarsi il costoso collegamento a Internet per trovare le ultime informazioni per il suo lavoro, o affrontare le spese per il cibo o per la salute.

Oggi non è solo la comunicazione ad essere globale, lo sono anche il mercato, le tecnologie, le idee e perfino - come insegna il popolo di Seattle - la solidarietà. Quel che tre anni fa a Seattle appariva come una temporanea rivolta di giovani nel frattempo è diventato un movimento mondiale, sempre più numeroso e potente. Anche se gli obiettivi e le richieste di questo popolo non sono ancora ben articolati, rappresentano in ogni modo una forte opposizione alla globalizzazione. Questa tenace posizione viene presa sul serio dai vertici di tutti i Paesi. Agli anti-globalisti di oggi preme più trattare con i governi che scontrarsi con i poliziotti. Sentono di avere la forza di indurre i capi di Stato a prendere provvedimenti concreti, e non solo caritatevoli o assistenziali, verso i Paesi del Terzo Mondo, tali da cambiare sostanzialmente il loro atteggiamento verso il Sud del Pianeta.
In numerosi ambiti e casi il Sud del Pianeta può offrirci rimedi invece che richiederne Nel Sud, oltre a una gran quantità di risorse umane, c'è la maggior parte della biodiversità e la più ricca riserva di risorse naturali del Pianeta. Come patrimonio di tutti costituisce un attivo da far fruttare e non solo da sfruttare. Oltre il 75% di ossigeno che respiriamo è prodotto dalle foreste pluviali. L'unica pianta usata per produrre i medicinali che curano una grave forma di cancro cresce in Madagascar, uno fra i Paesi più poveri nel mondo.

Non solo le risorse naturali, ma anche il sapere di una millenaria tradizione nell'uso e nella conoscenza di sostanze che non conosciamo, possono arricchire e integrare con le loro le nostre conoscenze. Pochi sanno, ad esempio, che il numero di esperti - 100.000 individui - venuti dall'avanzato Nord ad aiutare i Paesi africani è uguale al numero di eccellenti scienziati africani che il mondo dei ricchi ha "importato" dal continente nero. Si tratta della cosiddetta fuga dei cervelli.
Tornando all'inizio di questo discorso bisogna considerare che Trieste con il suo Sistema Scientifico può rendere un importante servizio non solo al Paese ma anche all'Europa e al mondo. Bisogna potenziare il Sistema stesso e favorire gli stanziamenti per dare al Terzo Mondo i mezzi e le competenze per rimediare ai danni della globalizzazione. È sufficiente rafforzare la struttura che già esiste e che dispone di un eccellente sistema di istituzioni scientifiche già operanti a livello internazionale sul modello della rete di collaborazioni avviate sia con i vicini del centro Europa che con i Paesi del Terzo Mondo.

Questa attività ha premiato Trieste diventata recentemente anche la sede del Segretariato dell'InterAcademy Panel (IAP) ospitato dall'Accademia del Terzo Mondo (TWAS). La TWAS è stata recentemente incaricata dalla Banca Mondiale di realizzare una ricerca sui cambiamenti gobali del clima terrestre con un finanziamento, già stanziato, di 20 miliardi che costituirà la più estesa ricerca mai realizzata finora in questo ambito. Un segnale questo che dovrebbe rendere consapevole, a Trieste, la società civile e far riflettere le sue autorità politiche sull'importanza del ruolo che la città potrebbe ricoprire in futuro proprio sui problemi posti dalla globalizzazione. Dovrebbe stimolare inoltre il governo a compiere tutti gli interventi necessari per utilizzare al meglio il Sistema Trieste, un patrimonio che già possiede e che potrebbe ripartire alla grande.

Franco Bradamante
* Professore di fisica sperimentale nucleare e subnucleare dell'Università di Trieste e Direttore del Consorzio per la Fisica istituito nel 1964 per promuovere e assistere il Centro Internazionale di Fisica Teorica delle Nazioni Unite, del quale segue le attività strutturali dirette e indirette.